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Italiani poveri ma spendono più soldi nei bar

 
 

 

Italiani sempre più poveri. E' quanto emerge dall'ultimo rapporto Istat, eppure c'è un settore che nel 2006 ha conosciuto un periodo di ripresa, dopo anni di crisi: si tratta del circuito dei consumi fuori casa. Alle soglie della stagione estiva, CDA (Consorzio Distributori Alimentari), il più importante gruppo indipendente italiano di distributori di bevande, traccia un quadro dettagliato di quello che è stato l'andamento del mercato italiano del beverage nel 2006 e le prime previsioni per il 2007 a soli 4 mesi dall'inizio dell'anno. Secondo i dati elaborati dal consorzio (che da solo rappresenta oltre il 10% del mercato italiano della distribuzione di bevande), dopo anni di crisi il canale Horeca (acronimo di "Hotel, Restaurant, Café", che comprende tutto il circuito dei consumi fuori casa, dal bar al locale notturno) ha registrato finalmente un trend positivo, segnando un +6,1% in fatturato e +5,5% in volumi rispetto al 2005. Un incremento però che ha riguardato anche i prezzi. Rispetto all'anno precedente, nel 2006 si è registrato infatti un aumento medio del 3,16%, con un picco del 5,01% nel mercato della birra (complice l'aumento delle accise) e del 4,55% nel segmento superalcolici. Sostanziale parità invece dei prezzi sul vino da 0,75 cl. (+0,36%).

Il canale Bar è senza dubbio quello che ha ottenuto le migliori performance di vendita totali (+8,5%) seguito a ruota dalla ristorazione (+7%), mentre chiude con un +2,7% il canale locali notturni/serali. Per quanto riguarda i volumi, i comparti merceologici che hanno ottenuto i risultati più positivi sono stati in assoluto quelli degli Energy Drink, con un +25,2% (da sole o per la realizzazione di cocktail, queste bevande hanno conosciuto nel 2006 un vero e proprio "boom" nel fuori casa), degli aperitivi alcolici (+ 23,7%), sostenuti dalla dilagante moda degli "happy hour", e dei vini Doc (+ 13,82%). Altrettanto negativa la tendenza dei Ready to Drink, che nel 2006 hanno registrato un -25%. Sostanziale parità invece per le acque minerali (+2,9%), di cui gli italiani si confermano grandi bevitori, con circa 200 litri pro capite all'anno. Le acque piatte in particolare sono decisamente le favorite con il 70% dei volumi espressi contro il 26% delle gasate e il 4% delle effervescenti naturali. Il formato preferito nel fuori casa è quello da asporto da ½ litro in plastica che si conferma per comodità/servizio quello con le migliori performance verso il 2005 (+18%). Il settore delle birre manifesta invece una certa sofferenza e fa fatica a mantenere le proprie quote.

Una situazione dovuta per lo più agli al consumo e da un conseguente spostamento degli italiani verso prodotti a maggior contenuto edonistico (energy drink e cocktail). Nel complesso comunque si beve lo stesso quantitativo di birra alla spina (+2%) e nel comparto crescono i consumi di birra in bottiglia (+9,54%). Stabili i consumi di succhi di frutta (+2%) in volumi su tutti i formati, mentre il formato cl. 200 tipico del bar e che da solo rappresenta il 70% dei volumi espressi dalla categoria, registra un -2,5% rispetto al 2005. Dopo alcuni anni di crescita, quindi, sia assiste in questo comparto ad una frenata nei consumi e, dopo il boom di gusti innovativi, si registra un ritorno importante ai "classici" pera, pesca e albicocca. Importante e in controtendenza rispetto alla campagna di sensibilizzazione sul consumo responsabile di superalcolici è la crescita del 13,6% a valore e del 12,8% a volumi di queste bevande, con particolare riferimento agli aperitivi alcolici e ai prodotti da miscelazione come vodka (+20,1%), vermouth (+22,3%) e gin (+13%).

Il 2° e 3° trimestre del 2006 hanno dimostrato una maggiore vivacità nei consumi rispetto al 1° e 4°, complice sicuramente il periodo estivo come sempre determinante per il settore beverage; basti pensare infatti che i mesi centrali aprile/settembre valgono il 65% del giro d'affari annuo. Il 2006 dunque è stato un anno nel complesso positivo, ma quali sono le previsioni per il 2007? L'anno si è aperto denotando una conferma del trend registrato nel 2006. "In termini di prospettiva ed in condizioni climatiche "normali" - spiega Lucio Roncoroni, direttore di CDA - non ci attendiamo grandi crescite sul comparto acque minerali e nel mercato delle birre.

Grandi sono le attese verso le birre di importazione (soprattutto tedesche) che stanno registrando gli incrementi più significativi".

I primi dati del 2007 relativi alle bevande analcoliche in particolare stanno confermando il trend positivo per le cole, per il the e per le bevande a base frutta. Stabili invece i prodotti isotonici e ancora in forte crescita gli energy drink soprattutto perché abbinati ai super alcolici.

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