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  Percorsi e itinerari turistici guidati  
 

 

 

Una giornata:

Grotte di Falvaterra - grotte di Pastena - Fondi - Monastero di San Magno

Mattina: Visita alle grotte di Falvaterra, poi alle grotte di Pastena;

Pranzo: a Fondi

Pomeriggio: Monastero di San Magno - Fondi

Partecipanti: minimo 25 persone.

Sono compresi: guida specializzata e pranzo.

Non compreso: pullman e mezzi di trasporto - assicurazione

Info: 3297764644 - info@prolocofondi.it

Monumento Naturale Grotte di Falvaterra
La visita turistica permette a tutti, compreso ai portatori di handicap, grazie alle basse pendenze e alla mancanza di scalini nel percorso, di poter ammirare lo scorrere perenne di un fiume sotterraneo. Oltre alle rapide e alle cascate della parte attiva della grotta, sarà possibile ammirare, nella parte fossile, le classiche bianche concrezioni con stalattiti, stalagmiti, colonne, spaghetti, meduse e tanti altri curiosi drappeggi formati dal carbonato di calcio sotto forma di cristalli di calcite. Nel corso della visita turistica, la guida dell'area naturale protetta fornirà interessanti informazioni sulla vita ipogea e sulla storia della grotta, scoperta nel luglio del 1964 dal primo Speleosub italiano "Lamberto Ferri Ricchi".

Le grotte di Pastena, all’interno dei Monti Ausoni, vennero scoperte nel 1926 dal barone Carlo Franchetti ed immediatamente divennero un’attrazione turistica. Esse costituiscono un richiamo ancora oggi per moltissimi turisti che vengono attratti dal fascino delle stalattiti e delle stalagmiti di uno dei complessi speleologici più importanti d’Italia. La grotta si divide in due percorsi: un ramo attivo inferiore e un ramo fossile superiore, ricoprendo in totale oltre un chilometro di lunghezza. L’ingresso è impreziosito da stalattiti policrome e con il suo splendore prepara il visitatore al percorso che si appresta a compiere all’interno delle sale. Il primo salone, quello d’ingresso, si apre in un polje a forma di conca, con soffitto alto oltre venti metri. La formazione di questa sala, priva di stalattiti o stalagmiti, è dovuta all’azione erosiva dell’acqua che con il passare del tempo ha ingrandito l’accesso alle grotte. Le rocce della grotta risalgono al Mesozoico ed hanno tra gli ottanta e cinquanta milioni di anni. Dentro l’androne durante la seconda guerra mondiale, era stato collocato il quartier generale tedesco che dirigeva il fronte di Cassino.

Il monastero di San Magno rappresenta un importante patrimonio storico e culturale del basso Lazio. Oltre alla chiesa rinascimentale, attualmente dedicata a San Benedetto, che conserva pregevoli affreschi, è stata riportata in luce parte della chiesa di età medievale caratterizzata anch’essa da una serie di affreschi tra cui spiccano quelli con scene di vita di San Benedetto. Inoltre il complesso include una foresteria ed un mulino ad acqua. La fondazione del monastero viene tradizionalmente collocata intorno al VI secolo d.C. ed il luogo è stato per lungo tempo legato al culto di San Magno. Il monastero sorge in un sito frequentato a partire dall’età romana, di cui restano elementi strutturali ancora visibili, fino al XIX secolo. La presenza di una sorgente di acqua limpidissima, che sgorga abbondante durante tutto l’anno alla base delle mura del monastero, conferisce a tutto il complesso un fascino straordinario.