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Proposte pacchetti turistici

 
 

 

Proposte pacchetti turistici

Itinerario - 1 giorno

Fondi - Centro storico e il Monastero San Magno

Passeggiata nel centro storico della città di Fondi con visita ai seguenti monumenti:
In mattinata visita nel centro storico della città: Chiesa di San Francesco, Palazzo Caetani, Castello Caetani, Villa Cantarano e Torre d'angolo, Duomo ex-Cattedrale di San Pietro, Santuario Madonna del Cielo, Quartiere della Giudea e Museo Ebraico.

Pausa pranzo presso ristoranti convenzionati.

Nel pomeriggio visita al Monastero di San Magno.

Costo pacchetto comprensivo di conduzione, pranzo e accessi € 28,50 a persona (minimo 10 persone, meno di 10 persone, contattare direttamente la Pro Loco Fondi) - Escluso costi spostamenti auto.

Info e prenotazioni: info@prolococondi.it - 3297764644 (anche WhatsUp)

 

Itinerario - 2 giorni

Fondi - Natura e Sport

1° Giorno:
In mattinata: passeggiata sull'antico tracciato della Via Appia (anche in bicicletta).

Pausa pranzo presso ristoranti convenzionati.

Nel pomeriggio: passeggiata sul Lago di Fondi, con possibilità di fare escursioni in barca o canoa.

In serata check-in alberghiera e cena. Tempo libero

2° Giorno:
In mattinata: Colazione e check-out alberghiera - escursione alle meravigliose Grotte di Pastena

Pausa pranzo presso ristoranti convenzionati.

Nel pomeriggio: passeggiata sul litorale fondano.

Costo pacchetto, comprensivo di conduzione e vitto € 65,00 (il costo alberghiero per una notte va stabilito in base alla stagione turistica) - (minimo 10 persone, meno di 10 persone, contattare direttamente la Pro Loco Fondi) - Sono esclusi costi spostamenti auto e ingressi a pagamento.

Info e prenotazioni: info@prolococondi.it - 3297764644 (anche WhatsUp)

Il Castello Caetani

è il simbolo della città. Si tratta di un caso rarissimo in Europa di fortilizio costruito in posizione pianeggiante.
Esso consta di due corpi: la rocca, lunga 39 metri e divisa in due piani, con tre torri angolari cilindriche aventi funzione difensiva, e il mastio, alto in tutto 33 metri e formato da una massiccia base quadrata sormontata da un torrione cilindrico.
L'inizio della sua costruzione si fa risalire alla prima metà del XIV sec.. Il castello costituiva infatti parte integrante della cinta muraria medievale, eretta nel decennio 1319-1329 da Roffredo III Caetani parallelamente a quella antica.
La fabbrica del fortilizio fu continuata nei decenni successivi da altri membri della famiglia Caetani.
Che l'edificio abbia raggiunto l'aspetto definitivo prima della fine del XV sec. è suffragato dal trittico di Cristoforo Scacco, conservato nel Duomo, dove è raffigurato S. Onorato con in mano un modellino del castello coincidente con l'aspetto attuale.
Nell' Ottocento fu eliminata la bella merlatura ghibellina perché pericolante. Durante il secondo conflitto mondiale, i bombardamenti aerei distrussero i due torrioni settentrionali, che vennero ricostruiti nel dopoguerra.
Oggi le sale del castello ospitano il Museo civico, con reperti che vanno dall'epoca preistorica a quella moderna.

Il monastero di San Magno

rappresenta un importante patrimonio storico e culturale del basso Lazio. Oltre alla chiesa rinascimentale, attualmente dedicata a San Benedetto, che conserva pregevoli affreschi, è stata riportata in luce parte della chiesa di età medievale caratterizzata anch’essa da una serie di affreschi tra cui spiccano quelli con scene di vita di San Benedetto. Inoltre il complesso include una foresteria ed un mulino ad acqua. La fondazione del monastero viene tradizionalmente collocata intorno al VI secolo d.C. ed il luogo è stato per lungo tempo legato al culto di San Magno. Il monastero sorge in un sito frequentato a partire dall’età romana, di cui restano elementi strutturali ancora visibili, fino al XIX secolo. La presenza di una sorgente di acqua limpidissima, che sgorga abbondante durante tutto l’anno alla base delle mura del monastero, conferisce a tutto il complesso un fascino straordinario.

La Chiesa di San Francesco d'Assisi

Con il sorgere dell’Ordine Francescano nel 1209, l’apostolato di San Francesco ebbe le più vaste e profonde risonanze.
I suoi figli penetrarono dappertutto e fondarono molte case religiose.
Una di queste vivente ancora il Santo fu istituita anche a Fondi, dove certamente ha sostato San Francesco stesso, transitando per la città, che costituiva una tappa obbligatoria per i religiosi in viaggio da Roma a Napoli e viceversa.
Tommaso da Celano, primo biografo di San Francesco, ci riferisce un lamento dell'arcivescovo di Fondi per due frati che portavano la barba più lunga del tollerabile e il dolore del Santo per questo rimprovero.
La prima comunità francescana in Fondi, accanto alla propria dimora, costruì una chiesa di modeste proporzioni.
IL COMPLESSO MONUMENTALE DI S. FRANCESCO
La Chiesa e l’attiguo convento di San Francesco in Fondi furono costruiti da Onorato I Gaetani nel 1363 circa, sul luogo di un più antico e modesto complesso, edificato dai primi frati francescani giunti a Fondi.
Il convento e la chiesa furono restaurati dal conte Onorato II Gaetani, come attesta l’iscrizione posta sull’architrave del portale d’ingresso alla chiesa.
Fin dal 1466 il complesso monumentale appartenne ai Frati Minori Osservanti della provincia di Napoli.
Venne perduto una prima volta durante il Decennio francese. Riaperto nel 1843, fu chiuso di nuovo nel 1866. I frati vi ritornarono nel 1881 ma vi rimasero per poco tempo.
All’interno della chiesa, in stile gotico e diviso in due navate, possiamo ammirare le vetrate istoriate del XX secolo, opera di Padre Giorgio Ascione, con episodi della vita di San Francesco; il bassorilievo “coniucto dextratum”, cioè con l’unione delle mani destre, a simbolo di amicizia, matrimonio e fedeltà secondo la regola romana dello ubi tu Gaius ego Gaia; un rilievo funerario del III–IV secolo d.C. raffigurante due sposi e un giovane in atto di protezione verso di loro. Notevoli gli affreschi recentemente riemersi sull aparete perimetrale destra della navata laterale: Una Madonna con bambino e il donatore genuflesso; un sant'Antonio da Padova in gentili sembianze giovanili, un san Francesco con il libro e la croce, un frammento di scena sacra e una Virgo lactans.
L’intero complesso fu gravemente danneggiato durante l’ultimo conflitto mondiale. Attualmente, in attesa di riaprire lo storico convento lavora una piccola comunità religiosa che è responsabile della chiesa conventuale che dal 1968 è divenuta parrocchia, con decreto dell’allora Arcivescovo di Gaeta, Mons. Lorenzo Gargiulo.
Il convento - restaurato nel 1946 - è preceduto da un ampio porticato con archi a tutto sesto. L’edificio è strutturato intorno ad un luminoso chiostro in stile ogivale, con volte a crociera sorrette da pilastri ottagonali in pietra piperina, culminanti in capitelli a foglie di palma. Al centro, tra piante di agrumi, un caratteristico pozzo dell’epoca.

Villa Cantarano e Torre d'angolo

è stata inaugurata dal Comune di Fondi nel 2007 sui resti di un antico complesso architettonico; dedicata alla memoria dell’ex senatore e magistrato concittadino, morto nel 1961.
La Villa, situata a breve distanza sia dal Duomo, dal Castello Caetani e dalla Chiesa di Santa Maria in Piazza, è attualmente sede del "Parco regionale dei Monti Ausoni e Lago di Fondi" e accoglie moderne attrezzature didattiche, incentrate in particolar modo sulle aree protette della regione Lazio.
Nell’annesso giardino si possono osservare due tratti delle antiche mura della città e alcuni reperti archeologici romani.
Notevole e importante la "Torre d'angolo" che ospita la sede della Pro Loco, la cui base è di epoca romana mentre la sovrastante parte è medievale. Appartiene all'antica cinta romana quadrata della città (400 metri per lato per un totale di 1.600 metri di perimetro) e assolveva al compito di difesa e avvistamento.

Il Duomo - Chiesa ex-cattedrale di San Pietro

Il duomo sorge sul luogo di un tempio pagano dedicato a Giove, trasformato in chiesa cristiana all'indomani dell' Editto di Milano (313).
L'edificio attuale fu costruito negli anni 1130-1136, e rifinito nei due secoli successivi. La facciata in travertino, in parte soffocata da un'ala del palazzo comitale aggiunta nel XVII sec., presenta un grande portale trecentesco sormontato da un'edicola coeva contenente la statua di S. Pietro (Arnolfo di Cambio?). Nella lunetta e nel timpano si trovano due mosaici realizzati negli anni '70 da Domenico Purificato.
L'interno, a tre navate, si presenta in severe forme gotiche ripristinate agli inizi del '900. L'ambone cosmatesco (XII - XIII sec) reca incisa la firma del suo autore, Giovanni di Nicola. Di datazione incerta il bel crocifisso ligneo sospeso sull'altare maggiore.
Nella navata destra, la cappella gentilizia della famiglia Caetani custodisce opere di grande interesse. Tra queste, una cattedra cosmatesca del XII-XlII sec. sulla quale nel 1378 fu incoronato l'antipapa Clemente VII; il monumento funebre di Cristoforo Caetani, fatto erigere dal figlio Onorato II nel 1441, e due pregevoli trittici della fine del Quattrocento: la Vergine in trono tra i SS. Pietro e Paolo, di Antoniazzo Romano, e l'Annunciazione tra i SS. Onorato e Mauro, di Cristoforo Scacco.
A destra dell'entrata, la cappella della Madonna di Loreto, ricoperta di affreschi quattrocenteschi e cinquecenteschi, conserva i busti argentei di San Onorato abate e di San Sotero papa, entrambi del XVI sec..

La Chiesa Santuario di Santa Maria Assunta

La chiesa, la più vasta di Fondi, fu fatta costruire nella seconda metà del '400 dal conte Onorato II Caetani sul luogo di un precedente edificio di più modeste proporzioni.
La facciata rinascimentale, preceduta da un'alta gradinata, presenta tre portali marmorei, di cui notevole è il centrale, opera della bottega di Tommaso Malvito.
La lunetta sovrastante il portale maggiore contiene le statue della Vergine col Bambino, di S. Caterina d'Alessandria e di Onorato II, di incerta attribuzione.
Il campanile in stile gotico è unico elemento superstite del precedente edificio sacro.
L'ampio interno, a croce latina, si articola in tre navate ed è ricco di opere d'arte.
Sul primo altare a destra si trova un polittico di Gabriele da Feltre risalente al XVI secolo. Più avanti, nel transetto, è conservata la preziosa e delicata scultura lignea della Madonna del Cielo, opera secentesca ricoperta di oro zecchino.
La pala d'altare, d'ispirazione raffaellesca, raffigura la Dormitio Virginis. Reca la data 1534 ed è attribuita a Gian Filippo Criscuolo.
Un bel tabernacolo marmoreo decorato a bassorilievo e datato 1491 è murato sull'altare sinistro del transetto. Nella navata sinistra, due tavole risalenti alla metà del XV secolo attribuite a Giovanni da Gaeta: la Natività tra i SS. Marciano e Michele Arcangelo ed una toccante Pietà.

La Giudea

La Giudea è l'antico quartiere ebraico di Fondi.
Il più antico documento noto sulla presenza degli ebrei nella città è costituito da un frammento di iscrizione bilingue (latino ed ebraico) databile al IV-V sec. d.C.
La colonia israelita andò ingrandendosi nei secoli successivi, integrandosi perfettamente con la locale popolazione cristiana.
Notevole fu il peso degli ebrei sull'economia cittadina. Essi si dedicarono in particolare alla produzione e alla vendita di fibre tessili e stoffe, ma anche al commercio in genere.
Il quartiere, nella parte nord-orientale della città, è caratterizzato da strade raccolte e piazzette invase da scalinate.
Esso presenta una densità di costruzioni maggiore rispetto agli altri quartieri, caratteristica che si riscontra solitamente nei ghetti. In un edificio che la tradizione popolare chiama “casa degli Spiriti”, nell'attuale piazza dell'Olmo Perino, è stata individuata l'antica Sinagoga.
L'assenza nel quartiere di chiese, numerosissime invece tutt'intorno, dimostra che i cristiani non cercarono mai di invadere quest'area, a conferma della pacifica e tollerante convivenza tra maggioranza cristiana e minoranza ebraica.
L'espulsione degli ebrei dal Regno di Napoli, messa in atto da Carlo V nel 1540, provocò la diaspora dei giudei fondani.

Il Museo Ebraico

è nato per valorizzare la Giudea, l’antico quartiere ebraico di Fondi e quella che si presume essere l’antica sinagoga, la cosiddetta “Casa degli spiriti”. Recupera e valorizza la memoria e le testimonianze della presenza di tale comunità assente dalla città di Fondi da circa 500 anni, che probabilmente si stabilì in zona già dalla tarda antichità e vi restò fino alla metà del 1500 circa.
Il Museo Ebraico rappresenta un ulteriore elemento di interesse del territorio e un centro promotore di eventi culturali, di attività didattiche ed altre iniziative, tra cui quelle di sostegno agli studi e alle ricerche storiche nel settore.
Lo spazio espositivo è stato ricavato negli stessi locali della probabile antica sinagoga. Sono state allestite cinque sale, disposte su due piani, arricchite da preziosi tessuti, da arredi in legno di pregio, alcuni dei quali intarsiati a mano. Gli oggetti in mostra consistono in riproduzioni o in manufatti provenienti da varie regioni del mondo e consentono di approfondire diversi aspetti della cultura ebraica.

Il litorale

Fondi si affaccia direttamente sul mare situato a dieci chilometri dal centro storico. Tredici i chilometri del litorale che si estende da Torre Cannetto al Lago Lungo.
Le dune marine sono ombreggiate da una lussureggiante macchia mediterranea, mentre la costa antistante è caratterizzata da un arenile basso e sabbioso, ideale per il turismo balneare.
Dalla spiaggia guardando verso il mare, si vedono le isole pontine di Ponza, Ventotene, Santo Stefano, Zannone, Palmarola e Gavi.
Numerose le strutture turistiche extralberghiere (tra le più grandi d'Italia) e alberghiere dotate di ogni comfort.
Un panorama bellissimo, fatto di lunghi tratti di spiagge dalla sabbia finissima e dorata, ricchi di vegetazione, bagnati da un mare cristallino e incontaminato. Arenili attrezzati, stabilimenti balneari dotati di tutti i servizi, campeggi e alberghi sul mare, ma anche tratti di costa che si contraddistinguono per la quiete della natura e gli scorci paesaggistici, particolarmente adatti a chi desidera concedersi un relax completo e rigenerante.
Grande e variegata l'offerta di servizi per chi invece ama una vacanza più dinamica: scuole e centri di vela, surf, kite-surfing, diving, ma anche free-climbing, sports di squadra "on the beach" come soccer, volley, basket, tennis, e ancora discoteche, locali da ballo.

Il Lago di Fondi

a forma di arco lunare con superficie di circa 3,8 km², rappresenta un esempio significativo di lago costiero. Infatti, grazie alla comunicazione con il mare tramite due canali, il Sant’Anastasia e il Canneto, le maree vi stabiliscono una costante alternanza di acque dolci e salate.
Gli altri due laghi costieri presenti nella piana di Fondi sono il "Lungo" e "San Puoto".
Rispetto agli altri laghi pontini quello di Fondi si caratterizza per la lunghezza delle sue sponde (oltre trenta chilometri), per il fatto che esse sono molto frastagliate (testimonianza forse dell'ingresso di molti corsi d'acqua che provenivano dalla vasta pianura), per la tipologia delle sue acque (in parte dolci, provenienti da sorgenti pedemontane, ed in parte marine, che entrano dai canali di S. Anastasia e del Canneto con una salinità che può variare nelle stagioni). Queste acque ne fanno un modello di ecosistema costiero di transizione, nel quale ecosistemi diversi sfumano l'uno nell'altro, con il conseguente variare e sovrapporsi di specie vegetali ed animali.
Per quanto riguarda le specie vegetali, si conserva ancora la fascia di canneto a canne di palude e lische, mentre del classico bosco ripariale di frassini, ontani, salici rimangono pochi brandelli sulle rive orientali; resistono ancora popolamenti della rara felce florida, varie specie di orchidee, tra cui l'orchis palustris di ibisco, e ninfee, falaschi, carici.
Le sue acque ospitano 16 specie di pesci, tra cui carpe, tinche, spinareli, cefali muggini e spigole, oltre ad anfibi e rettili.
Il Lago di Fondi è conosciuto da sempre anche come punto di sosta di uccelli migratori e di specie legate alle "zone umide" – Zona di Protezione Speciale, Direttiva Uccelli 79/409/UE: falchi di palude aironi, garzette, anatre, tarabusi, cavalieri d'Italia, pivieri, beccaccini e numerosissime folaghe.

Le grotte di Pastena,

all’interno dei Monti Ausoni, vennero scoperte nel 1926 dal barone Carlo Franchetti ed immediatamente divennero un’attrazione turistica. Esse costituiscono un richiamo ancora oggi per moltissimi turisti che vengono attratti dal fascino delle stalattiti e delle stalagmiti di uno dei complessi speleologici più importanti d’Italia. La grotta si divide in due percorsi: un ramo attivo inferiore e un ramo fossile superiore, ricoprendo in totale oltre un chilometro di lunghezza. L’ingresso è impreziosito da stalattiti policrome e con il suo splendore prepara il visitatore al percorso che si appresta a compiere all’interno delle sale. Il primo salone, quello d’ingresso, si apre in un polje a forma di conca, con soffitto alto oltre venti metri. La formazione di questa sala, priva di stalattiti o stalagmiti, è dovuta all’azione erosiva dell’acqua che con il passare del tempo ha ingrandito l’accesso alle grotte. Le rocce della grotta risalgono al Mesozoico ed hanno tra gli ottanta e cinquanta milioni di anni. Dentro l’androne durante la seconda guerra mondiale, era stato collocato il quartier generale tedesco che dirigeva il fronte di Cassino.